Ogni inverno si ripetono i casi di intossicazione da monossido di carbonio. Cosa sono e come prevenirli

Ogni anno, con l'avvicinarsi della stagione fredda, sono segnalati nuovi casi di avvelenamento da monossido di carbonio, che nei casi più gravi può anche essere letale, come spiega un opuscolo pubblicato dal Ministero della Salute. Perciò è di primaria importanza spiegare di cosa si tratta e, soprattutto, come proteggersi dall'avvelenamento da monossido di carbonio

Avvelenamento da monossido di carbonio: come avviene

Il monossido di carbonio (formula chimica CO) è un gas inodore e incolore, infiammabile, dalla densità lievemente inferiore a quella dell'aria, che si sviluppa a causa di una combustione incompleta, in carenza di ossigeno.

Viene assorbito dall'uomo per via inalatoria e ha una caratteristica molto subdola. Questo gas infatti interagisce efficacemente con il sangue, avendo un’affinità 16 volte superiore a quella dell’ossigeno e formando una sostanza chiamata carbossiemoglobina (COHb). Il sangue, così, trasporta meno ossigeno nei tessuti, provocando gravi conseguenze per l’organismo umano, soprattutto agli organi che richiedono maggiore fabbisogno di ossigeno (cervello, cuore, muscoli in movimento).

Sintomi da avvelenamento da monossido di carbonio

Basta meno di un'ora di esposizione per mettere a repentaglio la vita. I sintomi più comuni di questo tipo di avvelenamento sono sonnolenza, pesantezza di testa, nausea, dolore al petto, stato di confusione. Se l'intossicazione da monossido di carbonio avviene durante la notte, c'è il rischio concreto di scivolare dal sonno all'incoscienza senza accorgersene.

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I consigli dei Vigili del Fuoco sono chiari. Se ci si rende conto dell'avvelenamento da monossido di carbonio, bisogna aprire immediatamente le finestre e chiamare il numero unico di emergenza 112, allontanandosi se possibile dal luogo intossicato. Se si ha di fronte una persona che ha subito un'intossicazione acuta di CO, occorre effettuare la respirazione artificiale e somministrare quanto prima ossigeno. Ricordandosi sempre di evitare fiamme vive e scintille, poiché il monossido di carbonio è infiammabile.

La corretta prevenzione

I casi di intossicazione da monossido di carbonio purtroppo sono abbastanza frequenti (migliaia l'anno quelli gravi, oltre a quelli non diagnosticati) e possono riguardare una serie di situazioni che spaziano dall'utilizzo di motori a benzina, come quelli di automobili e generatori elettrici, in un ambiente chiuso fino al malfunzionamento di apparecchi per il riscaldamento che brucino carbone, gas, legna o combustibili vari. Apparecchi vetusti in vecchie abitazioni sono i primi imputati, ma i problemi possono interessare anche nuove case ad alto coefficiente di isolamento termico, con porte e finestre termoisolate. L'avvelenamento da monossido di carbonio infatti si scatena a causa di un mix letale tra mancanza di ventilazione e malfunzionamento degli apparecchi.

Ecco perché la ventilazione permanente è fondamentale per agevolare il corretto apporto di aria e ossigeno dall'esterno. Per questo, nel locale dove è installato l'impianto di produzione di calore - che sia una caldaia, uno scaldabagno, ma anche un camino, una stufa o un radiatore a kerosene - sono necessarie griglie di aerazione di dimensione idonea all'impianto. Queste griglie o aperture di ventilazione devono rimanere sempre aperte e non si possono chiudere.
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Il secondo elemento fondamentale è la manutenzione, ordinaria e straordinaria: il controllo degli impianti di riscaldamento, delle apparecchiature e delle canne fumarie va effettuato periodicamente da personale appositamente abilitato e in conformità a quanto prescritto dal costruttore. Attenzione: evitate il fai-da-te, perché potrebbe essere molto pericoloso. Il Legislatore, infatti, ha previsto una serie di norme sull'installazione di questi apparecchi e delle relative canne fumarie che mirano proprio a escludere la possibilità di incidenti. Pensare di aggirarle con soluzioni improvvisate può essere molto pericoloso.

A questi due elementi si affiancano, come sistema ulteriore di sicurezza, i segnalatori della presenza di CO che oggi sono spesso abbinati a una più ampia dotazione di controllo della qualità dell'aria. 

La soluzione alternativa

C'è poi una soluzione alternativa agli apparecchi a combustione, nell'ambito del riscaldamento domestico, che merita di essere presa in considerazione: la pompa di calore. Questa presenta molti vantaggi, come i bassi costi d'esercizio e l'indipendenza da combustibili fossili (risulta dunque più sostenibile dal punto di vista ambientale). Soprattutto contribuisce all'efficienza energetica dell'abitazione e in questo modo permette di godere delle agevolazioni legate al Superbonus 110%.

L'installazione di una pompa di calore, infatti, è ammessa tra gli interventi trainanti e può essere abbinata con un impianto fotovoltaico in qualità di intervento trainato. In questo modo è possibile includere il riscaldamento domestico nella quota di autoconsumo, abbattendone i costi, e migliorare la classe energetica della propria casa, con un occhio sempre rivolto al benessere di chi la abita.