Il Covid-19 ha incrementato le diseguaglianze, anche in campo energetico. Il tema dell’accesso all’energia pulita è sempre più centrale

Che cos'è la povertà energetica?
Come contrastare la povertà energetica?
Lotta alla povertà energetica. Un esempio da Napoli

Stravolgendo le nostre vite, la pandemia da Covid-19 non ha soltanto rappresentato una drammatica crisi sanitaria e sociale, ma ha ridefinito, come mai prima, il ruolo centrale della casa, così come quello della molteplicità dei diversi servizi energetici su cui si basa la nostra vita quotidiana. Vivere in una casa connessa, energeticamente efficiente e adeguata negli spazi ha significato sopportare meglio il forzato lockdown.

Con la crisi economica, però, gli investimenti in efficienza energetica sono calati, come sottolinea l’International Energy Agency nel suo recente rapporto Energy Efficiency 2020. L'Unione Europea è corsa ai ripari definendo nell'ambito del Recovery Plan quella che viene chiamata la “Renovation wave”, ovvero una ripresa economica centrata su una riqualificazione edilizia sostenibile a tutto tondo, tanto sul piano ambientale quanto su quello sociale. “No one is left behind”, nessuno deve essere lasciato indietro, è il pilastro fondante, ancor più durante una crisi che non fa altro che amplificare le diseguaglianze. Anche in campo energetico, dove si parla di povertà energetica.

La transizione energetica e gli investimenti legati ad essa rappresentano un antidoto alla crisi, ma le politiche di promozione dell'efficienza energetica possono costituire una risposta efficace al problema della povertà energetica, un sostegno alla salute e al benessere delle persone vulnerabili e un aiuto a ridurre le bollette dell’energia. Ilaria Bertini, Direttore Dipartimento Unità Efficienza Energetica ENEA, sul numero del magazine ENEA dedicato all'efficienza energetica

Che cos'è la povertà energetica?

Non esiste una definizione comune, né a livello europeo né a livello nazionale, e questo non aiuta a stabilire un approccio condiviso per contrastare la povertà energetica.

La Strategia Energetica Nazionale (SEN) identifica una vulnerabilità energetica laddove sia complesso o impossibile raggiungere un paniere minimo di beni e servizi energetici. Tra gli indicatori possiamo quindi considerare l'impossibilità di scaldare la casa adeguatamente, la difficoltà a pagare le bollette, una spesa energetica famigliare inferiore alla media, ma anche un'incidenza troppo elevata di questa voce sul reddito famigliare.povertà energetica italia.jpg
Il secondo rapporto dell’Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica (OIPE), stilato nel 2020, evidenzia una crescita della povertà energetica in Italia: nel 2018 le famiglie interessate erano l'8.8% (quasi 2.5 milioni di famiglie), rispetto all'8.7% del 2017 e al 7.3% del 2014. Questa problematica, sempre secondo questo rapporto, incide maggiormente là dove ci sono famiglie più numerose e dall'età anagrafica più giovane, negli edifici di minore metratura (sotto i 70mq), in condomini piccoli (da 5 a 10 famiglie) e nelle case indipendenti.

Un'indagine condotta da ENEA con Federcasa (la Federazione italiana per le case popolari e l’edilizia sociale) evidenzia invece che un terzo dei nuclei familiari che abita negli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica dispone di un reddito inferiore a 10.000 euro/anno e impegna, mediamente, più del 10% dello stesso per i consumi energetici. Numeri che raccontano un'evidente vulnerabilità.

A livello europeo sono quasi 34 milioni le persone (fonte Commissione Europea) che non possono permettersi di riscaldare adeguatamente le loro abitazioni e la pandemia ha aggravato ulteriormente il problema.

Come contrastare la povertà energetica?

Su un aspetto tutte le istituzioni sono d'accordo: il tema dell’accesso all’energia e all’energia pulita è il vero driver del futuro. Per fare questo, occorre che nell'elaborazione delle politiche di risparmio ed efficientamento energetico, ogni stato tenga conto dell’esigenza di alleviare la povertà energetica.

Tra le misure indicate dal PNIEC (Piano Nazionale Integrato Energie e Clima 2030) per contrastare il fenomeno e ridurlo di almeno un punto percentuale entro il 2030, vi sono l'estensione e rafforzamento dei bonus elettricità e gas e l'istituzione di un programma di efficientamento degli edifici di edilizia popolare, anche per incrementare il valore del patrimonio abitativo pubblico. La voce più grossa tra le agevolazioni dovrà però arrivare dal Superbonus 110%, vero bazooka in grado di imprimere una sterzata decisiva al tema dell'efficientamento energetico nel nostro Paese, offrendo nuove opportunità di intervento anche a famiglie dal basso potere di spesa.
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Ridurre il problema a una mera questione economica sarebbe però riduttivo. Oltre ad incentivi e bonus, occorre intervenire culturalmente per migliorare l'architettura delle scelte che stanno alla base dei comportamenti (nudging), ed accrescere le capacità e le conoscenze delle persone (boosting). Se il boosting modifica le competenze, il nudging influenza i comportamenti. La somma di questi due fattori implica la definizione di un nuovo paradigma, in grado di contrastare la povertà energetica.

Lotta alla povertà energetica. Un esempio da Napoli

Un esempio concreto arriva dalla Campania. Precisamente da San Giovanni a Teduccio, periferia Est di Napoli, dove sta per essere costituita la prima comunità rinnovabile in Italia. Un percorso promosso da Legambiente in collaborazione con la Fondazione Famiglia di Maria e con il supporto della Fondazione Con il Sud. Il cuore di questa rivoluzione sarà un impianto solare da 53 kW, in via di installazione, la cui energia sarà a disposizione di 40 famiglie del quartiere.

Con la domanda di allaccio alla rete elettrica, previsto ad aprile, questo progetto rappresenterà la prima attuazione di comunità energetica, così come definito dal decreto Milleproroghe 2020 che ha recepito la Direttiva 2001/2018 sulle comunità energetiche per progetti fino a 200 kW.