Novità normative per l'autoconsumo collettivo: ne parliamo con Franco Giampetruzzi di Evolvere

Il decreto Milleproroghe, con l'emendamento dedicato all'autoconsumo collettivo è legge, a seguito dell'approvazione in via definitiva al Senato. Sarà quindi pienamente operativo entro sessanta giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, dopo gli interventi di Arera e MISE su tariffe e incentivi. Abbiamo chiesto a Franco Giampetruzzi, Head of Operations & Innovation di Evolvere, di spiegarci questo provvedimento che promette di rivoluzionare il settore. E le nostre vite “energetiche”.

I condomini moltiplicheranno l'energia rinnovabile

"La prima nota positiva è l'apertura al mondo del fotovoltaico per circa 1,2 milioni di condomìni che diventano 2,6 milioni se contiamo anche i mini condomini, ovvero le micro palazzine di cui sono costellati i borghi italiani. Anche calcolando che solo una piccola percentuale di questi diventi prosumer, si parla di Gigawatt di produzione fotovoltaica in aumento. Una vera svolta per il Paese nell'ottica del rispetto degli obiettivi fissati dagli accordi di Parigi".

Meno oneri e un soggetto delegato a gestire costi e benefici

La normativa - possiamo anticiparlo - è ben congegnata: "Di fatto equipara, ai fini dell'autoconsumo, un condominio a una villetta. Questo significa anzitutto un immediato vantaggio economico, infatti prevede espressamente che esistano oneri non applicabili all'energia autoconsumata. Nella villetta l’energia autoconsumata costa zero; capiremo nei prossimi giorni nel condominio quanto varrà e quali oneri l’ARERA giudicherà non necessari”.

È molto probabile che il cliente continui a pagare al proprio fornitore anche l'autoconsumo (collettivo) ma, oltre alla riduzione di alcune componenti tariffarie, ci sarà l’incentivo a compensarlo. “In sostanza il cliente, come fa già ora, salderà la fattura al fornitore di energia elettrica e il GSE conguaglierà oneri e incentivi, tramite un terzo delegato che tenga traccia degli scambi energetici. Il comma 5 lettera c prevede infatti l’individuazione di un soggetto delegato che gestisca la partita di costi e benefici”.

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Franco Giampetruzzi, Head of Operations & Innovation di Evolvere

L'incentivo allo storage

Il punto cruciale riguarda proprio il meccanismo degli incentivi e se è vero che da un lato per questi impianti sparisce lo Scambio sul posto, dall'altro lato per la prima volta si promuove l’utilizzo di sistemi di storage. Questo si può evincere dal meccanismo che calcola l'energia autoconsumata così come espresso al comma 4 lettera b. “L’energia condivisa è pari al minimo, in ciascun periodo orario, tra l’energia elettrica prodotta e emessa in rete dall'impianto e l’energia elettrica prelevata dall’insieme dei clienti finali associati. per la prima volta si promuove l'utilizzo di sistemi di storage Questo ad esempio significa che se di notte non c'è immissione di energia l'autoconsumo collettivo è zero. Se invece il condominio è dotato di un sistema di accumulo, è possibile immettere in rete di notte quanto accumulato di giorno perché non autoconsumato, ovvero una quantità di energia idealmente pari a quanto prelevato dai condòmini. In questo modo l'autoconsumo è massimo così come l'incentivo ricevuto, mentre gli oneri saranno al minimo. In questo senso possiamo dire che si incentiva di fatto lo storage”.

E non finisce qui: questo provvedimento infatti anticipa il lavoro di recepimento della direttiva Red II – disegno di legge Green New Deal - dove si fa riferimento a un contributo per le spese sull’accumulo e a incentivi sull'acquisto di sistemi di storage che potrebbero diventare strutturali.
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Cambia il volto delle città

“Avete presente la famosa Scheggia di Vetro che sta sorgendo in Porta Nuova a Milano? Ecco, un grattacielo di questo tipo che ha già puntato sul fotovoltaico potrebbe diventare la normalità. Grazie alla nuova configurazione dell'autoconsumo converrà investire su questa forma di alimentazione con soluzioni tecniche innovative come l'inserimento dei pannelli in facciata”.

Con la nascita delle comunità energetiche, espressamente previste nell'emendamento, diventerà più conveniente il recupero di capannoni ormai in disuso. Questi infatti potranno diventare superfici per impianti a servizio di comunità energetiche rinnovabili composte da privati, piccole e medie imprese e da pubblica amministrazione.
Franco Giampetruzzi, Head of Operations & Innovation di Evolvere

La lotta alla povertà energetica

Il meccanismo non è ancora ben chiaro ma il fatto che anche questa sia espressamente citata fa ben sperare. “Il decreto prevede che la partecipazione alle comunità energetiche sia aperta alle famiglie a basso reddito o vulnerabili. L'ipotesi è che con la normativa di recepimento della Red II arrivi qualche intervento a riguardo”.

Il peer to peer si avvicina

No, non è ancora previsto almeno esplicitamente e anche nelle bozze del disegno di legge Green New Deal non si fa riferimento a questo tema. Però qualcosa si muove. “Questo decreto legge è un primo passo, con un meccanismo che apre alle comunità energetiche e moltiplica l'autoconsumo. Il mercato si apre per gradi: ci piace pensare che questo sia un passaggio intermedio. Sono contenuti passi avanti che fino a qualche mese fa non osavamo nemmeno immaginare”.

Questa volta no, non stiamo sognando.