Il superbonus 110%, il bonus edilizio, lo Scambio sul posto, l’autoconsumo. La nostra guida alla convenienza del fotovoltaico

Incentivi per installare un impianto fotovoltaico
Quali sono i benefici economici per la produzione?
Quali sono i vantaggi dell'autoconsumo

Il fotovoltaico conviene sotto diversi punti di vista, dai sistemi di incentivazione per l’installazione a quelli sulla produzione fino all'autoconsumo. Ecco i principali. 

Incentivi per installare un impianto fotovoltaico

Il fotovoltaico conviene ancor di più, oggi, grazie al Superbonus 110%. Attivo dal 2020 con la pubblicazione del Decreto Rilancio si applica a diversi interventi in ambito energetico tra cui l’installazione di impianti fotovoltaici - con o senza accumulo - e di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici. Consiste in una detrazione del 110% delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 fino al 30 giugno 2022 (con scadenze diverse per condomini e edilizia popolare come da novità inserite nella Manovra 2020), con massimali differenti in base al tipo di intervento. 

Il Superbonus 110% è destinato principalmente ai privati (in unità singole o in condominio) e a una serie di altri soggetti ben definiti dalla normativa, tra cui i condomìni Il Superbonus 110% comprende anche l'impianto fotovoltaico con accumulo per le parti in comune dell’edificio. La normativa ha suddiviso gli interventi beneficiari del Superbonus in due categorie: principali (o trainanti) e secondari (o trainati). Questi ultimi, tra cui è compreso anche l’impianto fotovoltaico con accumulo, per beneficiare del Superbonus 110% devono essere eseguiti contestualmente ai principali. Entrambi, congiuntamente, devono poi migliorare la prestazione energetica dell’edificio di almeno due classi energetiche. Per accedere al Superbonus 110% è necessario produrre una documentazione aggiuntiva rispetto a quella normalmente prevista per gli altri bonus, come spiegato dettagliatamente nella guida predisposta dall'Agenzia delle Entrate. La detrazione spettante è da ripartire in 5 quote annuali.

Il fotovoltaico conviene anche a chi non rientra tra i beneficiari del Superbonus 110% perché potrebbe, in alternativa, accedere al bonus previsto per le ristrutturazioni edilizie con la possibilità di detrarre fino al 50% dell’importo (fino a un limite massimo di spesa di 96mila euro per unità immobiliare).

Tra gli interventi inclusi nel bonus, l’acquisto di un impianto fotovoltaico (moduli e inverter) nonché l’installazione contestuale o successiva di sistemi di accumulo funzionalmente collegati agli impianti solari fotovoltaici stessi. La detrazione è da ripartire in 10 quote annuali.
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In entrambi casi, in alternativa alla detrazione, è possibile optare per un contributo anticipato come sconto immediato in fattura o per la cessione del credito d’imposta. Nel primo caso il contribuente potrà ricevere un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, di importo massimo non superiore al corrispettivo stesso, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi (il quale a sua volta potrà recuperarlo sotto forma di credito di imposta).
Nel caso della cessione del credito di imposta il contribuente potrà cedere a diversi soggetti, tra cui sono inclusi anche istituti di credito o altri intermediari finanziari, il credito d'imposta corrispondente alla detrazione spettante.

Quali sono i benefici economici per la produzione?

Il fotovoltaico conviene anche dal lato produzione, sia per i contributi previsti in alcuni casi sia per gli indubbi vantaggi offerti dall'autoconsumo. Dal punto di vista dei benefici economici, attualmente sussiste il contributo riconosciuto dal GSE per lo Scambio sul posto.

Si tratta di un contributo corrisposto sull’energia che l’impianto fotovoltaico immette nella rete elettrica. Una parte della produzione, infatti, viene consumata dalle utenze collegate, la parte residua viene immessa in rete e remunerata al titolare dell’impianto tramite una formula precisamente identificata dalle regole tecniche del GSE.
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Dal punto di vista economico, a oggi, corrisponde, indicativamente, a circa 90 euro per ciascun megawattora immesso. Bisogna però fare un importante distinguo: gli impianti incentivati con il Superbonus 110% non possono accedere contestualmente ad altre forme di incentivazione come il meccanismo dello Scambio sul posto. L’energia non autoconsumata verrà quindi immessa in rete secondo la formula del Ritiro Dedicato, cioè la cessione al GSE di questa parte residuale di energia elettrica prodotta, remunerata secondo un determinato prezzo per ogni kWh immesso in rete applicando condizioni economiche di mercato.

Quali sono i vantaggi dell'autoconsumo

Il consumo di energia autoprodotta e consumata in loco (autoconsumo) dà il massimo guadagno possibile: infatti, anche applicando la formula dello Scambio sul posto, i kilowattora immessi in rete non valgono quanto quelli prelevati dalla rete. Per un cliente residenziale l'autoconsumo, indicativamente, si attesta a circa un terzo dei consumi totali (è la percentuale di consumo che viene di solito espressa nelle ore diurne) con una ricaduta importante dal punto di vista economico.
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Questa quota può essere più che raddoppiata tramite l'ausilio di un accumulatore o energy storage, ottenendo un evidente e immediato vantaggio economico. Infatti i consumi domestici di energia elettrica sono destinati a crescere: l'auto elettrica, l'alimentazione delle pompe di calore per la climatizzazione dell'edificio e lo sviluppo della domotica richiederanno un fabbisogno energetico maggiore e l'autoproduzione con accumulo le renderà molto convenienti, in un ottica di efficienza energetica globale dell'edificio.

Oggi, considerando che l’acquisto di batterie, può essere incluso all’interno del Superbonus 110%, lo storage diventa senza dubbio la scelta vincente. Non dobbiamo poi dimenticare che con la legge 8 del 28 febbraio 2020 è stata introdotta nel nostro ordinamento la possibilità di costituire comunità energetiche rinnovabili per l’autoconsumo, sia in condominio sia tra prosumer - privati o aziende PMI o enti locali - che risiedono in unità separate. L'energia condivisa in questo caso godrà di una particolare forma di incentivazione che per la prima volta prevede anche l'accumulo.