Bonus casa, scambio sul posto, incentivi per l'autoconsumo. La nostra guida alla convenienza del fotovoltaico

Incentivi per installare un impianto fotovoltaico
Quali sono i benefici economici per la produzione?
Quali sono i vantaggi dell'autoconsumo
Quali sono i vantaggi per le comunità energetiche rinnovabili

Il fotovoltaico conviene sotto diversi punti di vista, dai sistemi di incentivazione per l’installazione a quelli sulla produzione fino all'autoconsumo. Con la chiusura del Superbonus (31 dicembre 2022 per gli edifici unifamiliari), il bonus casa, combinato agli incentivi sulla produzione, torna ad essere la scelta più interessante e più vantaggiosa sotto molti punti di vista. Con le comunità energetiche, inoltre, si apre un nuovo importante capitolo. Vediamo le combinazioni possibili. 

Incentivi per installare un impianto fotovoltaico

Il fotovoltaico conviene anche per tutto il 2022 grazie alla possibilità di accedere al bonus previsto per le ristrutturazioni edilizie che consente di detrarre fino al 50% dell’importo speso (fino a un limite massimo di spesa di 96mila euro per unità immobiliare). Tra gli interventi inclusi nel bonus,  l’acquisto di un impianto fotovoltaico (moduli e inverter) nonché l’installazione contestuale o successiva di sistemi di accumulo funzionalmente collegati agli impianti solari fotovoltaici stessi. Lo sconto è fruibile anche per quanto riguarda la progettazione. La detrazione è da ripartire in 10 quote annuali, ma in alternativa è possibile optare per un contributo anticipato come sconto immediato in fattura o per la cessione del credito d’imposta. Inoltre alle cessione dei pannelli solari e delle singole componenti (come l’inverter) si applica l’IVA agevolata al 10% invece del 22%. Al risparmio immediato in sede di acquisto, si potranno sommare altre forme di incentivi alla produzione, cosa che invece non era solitamente compatibile con gli impianti che avevano goduto del Superbonus
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Quali sono i benefici economici per la produzione?

Il fotovoltaico conviene anche dal lato produzione, sia per i contributi previsti in alcuni casi sia per gli indubbi vantaggi offerti dall'autoconsumo. Dal punto di vista dei benefici economici, attualmente sussiste il contributo riconosciuto dal GSE per lo Scambio sul posto. Si tratta di un contributo corrisposto sull’energia che l’impianto fotovoltaico immette nella rete elettrica. Una parte della produzione, infatti, viene consumata dalle utenze collegate, la parte residua viene immessa in rete e remunerata al titolare dell’impianto tramite una formula precisamente identificata dalle regole tecniche del GSE. Dal punto di vista economico, a oggi, corrisponde, indicativamente, a circa 90 euro per ciascun megawattora immesso. Bisogna però fare un importante distinguo: gli impianti incentivati con il Superbonus 110% non possono accedere contestualmente ad altre forme di incentivazione come il meccanismo dello Scambio sul posto. In quest'ultimo caso l’energia non autoconsumata verrà quindi immessa in rete secondo la formula del Ritiro Dedicato, cioè la cessione al GSE di questa parte residuale di energia elettrica prodotta, remunerata secondo un determinato prezzo per ogni kWh immesso in rete applicando condizioni economiche di mercato. Rimandiamo all’articolo di MySolar Family per il dettaglio dei diversi schemi incentivanti.
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Quali sono i vantaggi dell'autoconsumo

Il consumo di energia autoprodotta e consumata in loco (autoconsumo) dà il massimo guadagno possibile: infatti, anche applicando la formula dello Scambio sul posto, i kilowattora immessi in rete non valgono quanto quelli prelevati dalla rete. Per un cliente residenziale l'autoconsumo, indicativamente, si attesta a circa un terzo dei consumi totali (è la percentuale di consumo che viene di solito espressa nelle ore diurne) con una ricaduta importante dal punto di vista economico. L'autoconsumo diventa più conveniente quando cresce il costo dell'energia Questa quota può essere più che raddoppiata tramite l'ausilio di un accumulatore o energy storage, ottenendo un evidente e immediato vantaggio economico. Infatti i consumi domestici di energia elettrica sono destinati a crescere: l'auto elettrica, l'alimentazione delle pompe di calore per la climatizzazione dell'edificio e lo sviluppo della domotica richiederanno un fabbisogno energetico maggiore e l'autoproduzione con accumulo le renderà molto convenienti, in un ottica di efficienza energetica globale dell’edificio. Oggi, considerando che l’acquisto di batterie, può essere incluso all’interno bonus casa, lo storage diventa senza dubbio la scelta vincente. Inoltre l’autoconsumo diventa ancor più conveniente quando cresce il costo dell’energia, perché si allarga di più la forbice del risparmio. In questo momento storico, caratterizzato da ampia volatilità nel mercato energetico, rappresenta una soluzione sicuramente vantaggiosa. 
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Quali sono i vantaggi per le comunità energetiche rinnovabili

Non dobbiamo poi dimenticare che, con la legge 8 del 28 febbraio 2020, è stata introdotta nel nostro ordinamento la possibilità di costituire comunità energetiche rinnovabili per l’autoconsumo, sia in condominio sia tra prosumer - privati o aziende PMI o enti locali - che risiedono in unità separate. L'energia condivisa, in questo caso, godrà di una particolare forma di incentivazione che per la prima volta valorizza l’accumulo. Questo però è solo una delle possibili applicazioni delle CER, le Comunità energetiche rinnovabili, che ora sono in fase fortemente espansiva e su cui non sono esclusi nei prossimi mesi nuovi interventi, anche dal punto di vista degli incentivi, da parte del legislatore.