Quando e come fare il revamping per migliorare le prestazioni di un vecchio impianto fotovoltaico

Revamping fotovoltaico cos'è
Revamping fotovoltaico costo
La guida GSE

Il Superbonus 110% ha aperto nuovi scenari per il fotovoltaico, le cui conseguenze saranno evidenti nel breve periodo. Questo slancio non deve però far dimenticare gli oltre 600.000 impianti fotovoltaici installati in Italia tra il 2001 e il 2014, anni in cui il sistema di incentivanzione del Conto Energia ha impresso al fotovoltaico italiano una prima, significativa accelerata.

Oggi questi impianti necessitano di verifiche e, molto spesso, interventi per mantenere la loro efficienza produttiva. In questi casi si parla di revamping fotovoltaico. Con il termine revamping, preso in prestito dall'industria ferroviaria, si descrive il processo di sostituzione delle parti meccaniche usurate o semplicemente vetuste con nuove e più efficienti.

L'obiettivo è chiaro: riportare il mezzo alle prestazioni di partenza o addirittura migliorate. Il revamping fotovoltaico, quindi, è un processo di ristrutturazione e modernizzazione che può anche essere esteso all'impianto fotovoltaico, in molte sue componenti. Un'operazione importante per ottimizzare la produzione, evitare gli sprechi e di conseguenza migliorare l'efficienza energetica della nostra abitazione.

Revamping fotovoltaico cos'è

Un impianto fotovoltaico può avere una durata di 25-30 anni ma nonostante una manutenzione costante, le condizioni meteorologiche particolari, l'inquinamento, la salsedine e ovviamente il trascorrere del tempo possono incidere negativamente sulle sue prestazioni.

Il revamping di un impianto fotovoltaico vuole rimediare a tutti questi fattori, andando a modernizzare, modificare e migliorare un vecchio impianto. Normalmente il revamping fotovoltaico comincia dal tetto e dai pannelli: la sostituzione dei vecchi pannelli, con pannelli nuovi e più performanti può senz'altro far crescere la produzione.
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Ancor più importante il revamping degli inverter: quest'ultimo, infatti, fondamentale per una corretta produzione, ha una vita media decisamente inferiore a quella dei pannelli perché sottoposto a un maggiore deterioramento delle componenti. Se occorre sostituire l'inverter, vi è la possibilità di installarne uno con sistema di accumulo ed usufruire dell’energia nei momenti in cui il fotovoltaico non può produrre energia.

C'è poi tutta una parte di impiantistica da considerare, a partire dai cavi fino all’accumulatore, che possono essere oggetto d’intervento. 
Il sistema di accumulo è difficile che sia oggetto di intervento in quanto sistema più attuale. È consigliato solo verificare i cavi in corrente continua e alternata, connettori, quadristica. 

Revamping fotovoltaico costo

Sostituire alcune parti di un impianto comporta costi sicuramente ingenti anche se inferiori a una installazione nuova. Per analizzare la convenienza o addirittura la necessità di un revamping, bisogna conoscere a fondo lo stato di salute dell’impianto: questo è possibile attraverso l’installazione di uno smart meter efficiente, come Dino o ancor meglio un ecosistema di smart energy e smart home come Eugenio di Evolvere: due soluzioni che permettono di avere un quadro del proprio andamento produttivo.

Inoltre, sfruttando app come quella offerta da My Solar Family, c’è una possibilità in più, ovvero confrontare il proprio rendimento con quello di altri utenti in condizioni similari e quindi verificare se si sta producendo a sufficienza. Una volta effettuata questa prima valutazione è quindi opportuno rivolgersi a un’azienda specializzata nel fotovoltaico per avere una valutazione reale del proprio impianto, dei costi di un revamping e di un eventuale possibile incremento della produzione.
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Infine - ed è la valutazione più importante - stimare se sia conveniente cambiare elementi importanti del vecchio impianto piuttosto che procedere con una installazione ex novo. Solo un’attenta valutazione potrà guidarci nella scelta più corretta. Sicuramente chi possiede impianti datati sta vivendo un’epoca del fotovoltaico molto distante da quella attuale, sia in termini di tecnologia sia di concezione della produzione e del suo utilizzo. L’utilizzo intelligente dell’energia prodotta sta diventando più attraente degli incentivi: valutare cosa vogliamo fare del surplus di energia prodotto è il primo passo da compiere prima di mettere mano al vecchio impianto.

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La guida GSE

Variare la potenza di un impianto, soprattutto se incentivato, oggi è possibile grazie alla guida del GSE datata 21 febbraio 2017, che interpreta quanto espresso dal D.M. 23/06/2016. Questa spiega come variare potenza e sostituire l’inverter mantenendo le condizioni previste dai sistemi di incentivazione come il Conto energia. Nella guida il Gestore distingue gli interventi in due tipologie, come “significativi” e “non significativi”.

Tra gli interventi significativi vi sono la sostituzione, rimozione e nuova installazione dei componenti principali, ossia i pannelli fotovoltaici e l'inverter, ma anche lo spostamento (anche parziale) dei moduli; o ancora la modifica del regime di cessione in rete o la variazione del codice identificativo del punto di connessione alla rete. Gli interventi non significativi riguardano lo spostamento degli inverter e dei componenti elettrici minori, la sostituzione di parti elettriche minori e interventi sulle strutture di sostegno che ospitano i moduli fotovoltaici.

Chi possiede impianti con potenza inferiore a 3 kW non è tenuto ad alcuna comunicazione al GSE. Per impianti con potenza superiore a 3 kW il proprietario è tenuto a comunicare qualsiasi intervento significativo entro 60 giorni dal completamento dell'intervento. In ogni caso, gli interventi non possono aumentare la potenza nominale dell’impianto oltre il 5%, per i sistemi con potenza fino a 20 kW, oppure oltre l’1% per quelli con potenza superiore a 20 kW.