Come funziona, come si esercita l’opzione, quali sono le principali scadenze e tutti i vantaggi

Cos’è lo sconto in fattura
Come funziona lo sconto in fattura
Chi può usufruire dello sconto in fattura
Come scegliere tra sconto in fattura, cessione del credito e detrazioni
Quando si applica lo sconto in fattura

Lo sconto in fattura rappresenta una delle misure più importanti legate al Superbonus 110% perché, non richiedendo un immediato esborso economico, ha permesso di allargare notevolmente la platea dei possibili beneficiari. Vediamolo nel dettaglio.

Cos’è lo sconto in fattura

Il Superbonus 110% è una maxi detrazione fiscale dall’imposta lorda, concessa in relazione a una serie di interventi legati all’efficienza energetica dell’abitazione. Questo, insieme al cosiddetto Sismabonus, è stato introdotto dal Decreto Rilancio convertito con modificazioni dalla L. 17 luglio 2020, n. 77. L’articolo 121 dello stesso provvedimento consente di fruire, in alternativa alla detrazione, della cessione del credito d’imposta o dello sconto immediato in fattura, di importo massimo non superiore al corrispettivo stesso, anticipato dal fornitore che potrà poi recuperarlo come credito d’imposta o cederlo ad altri intermediari finanziari. Fin qui la norma, che ha poi visto una serie di successivi pronunciamenti e chiarimenti [1], anche da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Come funziona lo sconto in fattura

Facciamo un esempio: se usufruissi del Superbonus 110% per lavori equivalenti a un importo totale di 30.000 euro, le detrazioni spettanti sarebbero pari a 33.000 euro e potrei utilizzarle in dichiarazione dei redditi in 5 rate annuali (o 4 per le spese sostenute nel 2022). Condizione essenziale: aver saldato la fattura. Se decidessi, invece, di servirmi dello sconto in fattura, non dovrei anticipare nulla ricevendo uno sconto pari alle spese corrispondenti agli interventi incentivabili.
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Il mio fornitore, contemporaneamente, maturerebbe un credito d’imposta pari al 110% dell’importo scontato. Potrebbe recuperarlo in due modi: detraendolo con la consueta rateizzazione dalle imposte dovute nei 5 anni oppure cedendolo, a sua volta, a un intermediario finanziario, come ad esempio una banca. La terza opzione, quella della cessione del credito, mi permetterebbe invece di vendere direttamente il credito d’imposta, maturato[2] a seguito della spesa sostenuta, a un soggetto terzo, come una banca, un’assicurazione o un privato. 

Chi può usufruire dello sconto in fattura

Tutti coloro che hanno diritto al Superbonus 110% possono fruire in alternativa dello sconto in fattura. Quando si tratta, come per i condomìni, di più soggetti aventi diritto, ognuno di loro potrà esercitare l'opzione relativamente alle parti comuni dell'edificio indipendentemente dalla decisione degli altri. Inoltre, come chiarito dalla Risposta n. 325 del 9 settembre 2020 dell’Agenzia delle Entrate, è possibile fruire di uno sconto anche solo parziale. Torniamo al nostro esempio: a fronte di una spesa detraibile di 30.000 euro, potrei farmi scontare 10.000 euro dal fornitore e portare in detrazione il resto delle cifra (20.000 euro) di cui beneficiare in rate annuali di pari importo, per un totale di 22.000 euro. 

Come scegliere tra sconto in fattura, cessione del credito e detrazioni

Chi ha dei risparmi da parte, potrebbe considerare il Superbonus 110% come una forma di investimento vantaggiosa: la detrazione aggiuntiva del 10% in 5 anni rappresenta un ottimo rendimento. Chi, al contrario, non ha la possibilità di investire somme ingenti, attraverso il meccanismo dello sconto in fattura potrebbe effettuare i lavori senza alcun esborso economico. Un vantaggio importante e non è l’unico. Le detrazioni, infatti, sono fruibili sulla base della capienza fiscale annuale: chi quindi non ha una capienza sufficiente o è sottoposto a una tassazione forfettaria, non potrebbe accedervi se non esercitando questa opzione. 
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Lo sconto in fattura, inoltre, è spesso legato a interessanti offerte a pacchetto, come la formula Super Tuo di Evolvere che, insieme a pompa di calore e impianto fotovoltaico con accumulo, offre anche la gestione completa delle pratiche autorizzative e fiscali. Un plus importante che permette di vivere senza pensieri la riqualificazione energetica di casa.

Quando si applica lo sconto in fattura

Questo si applica al momento in cui viene effettuata la spesa. Per poterne fruire, oltre alle asseverazioni, è necessario essere provvisti del visto di conformità rilasciato da un professionista abilitato[3] che, nel caso del Superbonus 110%, provvederà a trasmettere per via telematica la scelta di questa opzione all’Agenzia delle Entrate utilizzando gli appositi canali. La data ultima per inviare questa comunicazione è il 16 marzo dell’anno successivo a quello in cui sono state sostenute le spese (nel 2021 la scadenza è stata prolungata al 31 marzo per le spese del 2020).
 

(1) Questi sono anche raccolti sul sito predisposto dal Governo italiano. In particolare si rimanda alla Circolare 24/E/2020 dell’Agenzia delle Entrate dov’è contenuta la casistica di riferimento per l’applicazione dello sconto in fattura / cessione del credito, estesi ad esempio anche al Bonus ristrutturazioni, al Bonus facciate e all’Ecobonus. 
(2) Inoltre, sempre l’art. 121 del decreto Rilancio prevede la possibilità di esercitare l’opzione per la cessione del credito anche per le rate residue non fruite delle detrazioni riferite alle spese sostenute negli anni 2020 e 2021.
(3) Nel caso di un condomino può essere inviata dall’amministratore per quanto riguarda le spese inerenti alle parti comuni dell’edificio