Evoluzione digitale ed efficienza energetica coinvolgono anche l'edilizia, dando finalmente vita agli edifici intelligenti

Smart building può essere tradotto genericamente come edificio intelligente. Ma perché "intelligente"? Semplice, perché include tutte quelle tecnologie capaci di rendere le strutture meno energivore, producendo un maggior benessere per chi li abita. 
Per arrivare a questo risultato è necessario un insieme di diverse tecnologie che interagiscono tra loro e possono anche essere gestite e analizzate da remoto, con un tasso di automazione sempre crescente. 

Lo smart building infatti è frutto di una lunga serie di accorgimenti tecnici messi in atto da decenni e che proprio sul finire degli anni Ottanta hanno ricevuto un'importante accelerazione soprattutto per quanto riguarda i processi di ventilazione, riscaldamento, condizionamento e sicurezza. 

Nell’ultimo decennio, però, la vera sfida ha riguardato la gestione dell’energia, ponendo tra gli obiettivi la Nearly Zero Energy Building ovvero la massima efficienza energetica, con il passaggio della struttura da energivora a produttrice di energia. Le soluzioni per il risparmio energetico, l’impianto fotovoltaico e lo storage sono alcuni degli elementi principali su cui costruire un edificio di questo tipo. 

Un processo che in futuro non riguarderà solo gli edifici privati. Ben presto assisteremo ad una transizione dall'Energy Smart Building all'Energy Smart City, che porterà un evidente vantaggio per tutti. La smartness si amplierà dalle strutture private a quelle pubbliche che potranno godere dei benefici diretti offerti dalle comunità energetiche: illuminazione, mobilità elettrica, connettività e sharing.